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The Atrocity ArchiveBook

Questo fine settimana mi sono dato un po' alla lettura. Dato che il clima faceva letteralmente schifo (grigio, spiovigginoso ed uggioso), mi sono piazzato in poltrona, ho messo sullo stereo un po' di blues ed ho acchiappato un libro che comperai un po' di tempo fa su suggerimento di un paio di conoscenti: The Atrocity Archives di Charles Stross.

Il libro inizia bene, il protagonista, un geek-nerd-computer-techies che si ritrova a lavorare non-si-sa-bene-perche' per una qualche branca del servizio segreto inglese che si occupa di demonologia, possessione occulta eccetera si ritrova, suo malgrado ad investigare una serie di avvenimenti (Hellboy anyone?).

Le prime 100 pagine hanno quel misto di tecno-balbuzie e situazioni dilbertesche che lo rendono quasi plausibile ed accettabile. A parte che la definizione del protagonista e' talmente banale che ogni volta che qualcuno lo nomina io rimango a pensare "chi accidenti e' XXX?".

Il problema arriva piu' o meno dopo le prime 100 pagine, quando la bomba-sexy/damigella in difficolta' (mi trattengo dal chiamarla "protagonista femminile", dato che il suo "protagonismo" si limita all'essere rapita ogni 3 pagine ed apparire poco (o per niente) vestita ogni altra pagina) viene scaricata direttamente dentro la storia (e nel letto del protagonista) con una leggerezza che manco Clive Cussler ai tempi d'oro si sognava...

A questo punto, piu' veloce di quanto voi possiate dire "Arnie", il protagonista si trasforma di punto in bianco da geek-computertechie in action-hero fatto e finito, completo di stivali d'assalto, tuta mimetica e BFG intento a disintegrare Neo-nazisti/Nazisti/Terroristi assortiti/mostri alieni/ demoni dell'inferno/quelcheca$$oe' senza dimenticarsi la battuta monolinea de rigueur.

Se nella pagina successiva ci fosse stato scritto "signori produttori di Hollywood, potreste passare di qui ed offrirmi un grosso, grasso e succoso contratto? per cortesia?" non mi sarei stupito troppo.

A quel punto, con altre 120 pagine da leggere, ho messo il libro nella pila di materiale da riciclare ed ho segnato i 14 euro che mi e' costato nella colonna "soldi che avrei potuto tenermi ma sono troppo scemo per farlo".

Davide Bianchi
24/01/2009 14:26

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